Arte-Tempo 1: ammirando il Caravaggio / ca. 1989 / 60 x 70



da Paolo Rizzi:
Due vecchietti, colti di spalle, stanno guardando un quadro. E’ la famosa “Canestra” del Caravaggio, all’Ambrosiana. Noi guardiamo i vecchietti che guardano il quadro. Qualcosa si mescola: una complicità fluida ci intriga. La pittura di Renato Zanette è apparentemente rappresentativa, ma sotto cova un sottile ordito concettuale. Mi ricorda, mutatis mutandis, la tanto discussa relazione concettuale di Giulio Paolini (“Il giovane che guarda Lorenzo Lotto mentre lo dipinge”). C’è come uno scambio di ruoli tra la pittura e la vita.
Si potrebbe dire: è il tempo che consuma l’immagine. La consuma: cioè la modifica, la sforma, la distorce. La stessa “Canestra” del Caravaggio ridipinta da Zanette entro una finta cornice dorata - quadro nel quadro - non è più la stessa: anzi, è “un’altra cosa”. Stiamo assistendo ad un fenomeno strisciante: il fenomeno stesso della pittura come illusione magica. Tutto provoca una sensazione di effimero, di qualcosa che passa. E’ l’Ukiyo-e giapponese: la pittura del “mondo che fluttua”. O, magari “Las meninas” di Velazquez: sdoppiamento di una scena dove appare il pittore che dipinge se stesso mentre dipinge...L’abilità delle sensazioni; e coscienza, appunto della vita - diceva Nietzche - quale “rappresentazione del mondo”. Spettacolo aperto, mutevole, ambiguo.


da Giorgio Mies:
[…] Il primo, dal titolo “Tempo I: ammirando il Caravaggio”, ci presenta due anziane persone sedute di spalle, davanti a un quadro con la celebre “Canestra”, intente a colloquiare: evidentemente un’opera d’arta tanto perfetta suscita emozioni piacevoli da comunicare.